NOTE DI PRODUZIONE

Prodotto su licenza Rodgers & Hammersmith Theatrical Europe Ltd. musiche di Richard Rodgers libretto e liriche di Oscar Hammerstein II

adattamento scenico di Tom Briggs dalla sceneggiatura di Robert L. Freedman

DNC ENTERTAINMENT FACTORY in collaborazione con COMPAGNIA DELLA RANCIA

 

STAFF CREATIVO

LIBRETTO E LIRICHE ITALIANE: Giuseppe Galizia

REGIA: Giuseppe Galizia

COREOGRAFIE: Giuseppe Galizia

VOCAL COACH: Floriana Monici

COSTUMI: Mariangela Brambilla

UFFICIO STAMPA: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

15 PERFORMER SUL PALCO

 

ELENCO PERSONAGGI PRINCIPALI

CENERENTOLA

PRINCIPE CHRISTOPHER

FATA MADRINA MATRIGNA

MARIA GRAZIA, SORELLASTRA           

MARIA GIOIA, SORELLASTRA

REGINA

RE

MAXIMILIAN

LIONEL


LA STORIA

CINDERELLA debutta originariamente in televisione, con la straordinaria partecipazione di Julie Andrews nel ruolo di Cenerentola, nel 1957. Visto da oltre 100 milioni di telespettatori, il programma ottiene anche 2 nomination per gli Emmy® Awards. La sua riedizione del 1965 non é da meno, ottiene un enorme successo di pubblico e viene vista da oltre 22 milioni di telespettatori. Del 1997 il secondo remake, con Whitney Houston, tra gli altri, nel ruolo della Matrigna e Whoopi Goldberg nel ruolo della Regina Madre. Seguito da oltre 60 milioni di persone, vince 1 Emmy® Awards.

 

CINDERELLA viene poi adattato per il palcoscenico, il musical fa il suo debutto a Broadway il 25 gennaio del 2013 e vince lo stesso anno 1 Tony® Awards. Creato su musiche e libretto originale di Rodgers & Hammerstein, vincitori con i loro musical di 34 Tony® Awards, 15 Academy® Awards, 2 premi Pulitzer® e 2 Grammy® Awards, Cinderella il musical è adatto ad un pubblico di ogni età perché unisce la magia di una delle favole più conosciute al mondo all’incanto del musical.

 

DURATA: 1hr e 45 minuti circa (escluso intervallo)

 

NOTE DI REGIA Cenerentola è la fiaba delle fiabe: non c’è bambina o bambino che non conosca la storia della piccola Cenerella, che passa il suo tempo tra il camino, la cenere e gli animali del bosco. È una fiaba con pochi personaggi e pochi luoghi, ma con filo portante una donna del più umile livello sociale, una serva, che diventa una Principessa. In poche parole la realizzazione di un sogno non solo dei più piccoli, affascinati da incantesimi e magie, ma di ogni individuo che aspetta l’occasione che lo farà svoltare a miglior vita.

La fiaba di Cenerentola è quindi una specie di messaggio in bottiglia destinato a galleggiare, indistruttibile sugli oceani tempestosi dell’evoluzione, per poter approdare di volta in volta suspiagge preparate e adatte a riceverlo e ospitarlo. Basta pensare alla nuova era della tv che ci propone programmi-reality, dove in palio c’è il coronamento del sogno della propria vita: diventare un cantante di successo, uno chef pluri-stellato o un originale creatore di moda. Il sogno degli altri diventa così l’occasione di sperare ancora in una propria possibilità di riuscita, anche seduti davanti a un televisore, ma con il cassetto pieno di desideri e progetti da realizzare.

Ho visto Cinderella nell’agosto del 2013 a New York: lo spettacolo era in scena al The Broadway Theatre a Manhattan da circa 5 mesi e per i primi 3 mesi avevo letto su internet che era impossibile trovare un biglietto per entrare a teatro. Mi trovavo a New York per il mio consueto aggiornamento, sia come attore che come ballerino, ed ero alla ricerca di biglietti scontati per i musical di successo che riempivano i teatri nei pressi della 42esima strada. Il mio obiettivo era conquistare uno dei biglietti per gli spettacoli di grido di quell’estate: Spiderman, Wicked, The Book of Mormon. Ero davanti a uno degli sportelli del TKTS (il box office in Times Square dei biglietti elast minutei) con le mie banconote pronte ad acquistare uno degli biglietti degli spettacoli sopra citati. Purtroppo, quando toccò a me, gli unici biglietti scontati erano quelli per il musical Cinderella con le musiche di Richard Rogers e le liriche di Oscar Hammerstein. Deluso, comprai quel biglietto non tanto per vedere la storia di una ragazza di nome Cenerella, ma per sfuggire al caldo torrido delle strade di New York del mese di agosto.

Una volta seduto nel mio posto scontato al 50% ero pronto a vedere la storia più scontata del mondo, sapevo che non mi sarebbe piaciuto più di tanto, ma godevo dell’aria condizionata del teatro che mi sembrava il giusto premio per la fila che avevo dovuto fare per quel posto e il tempo atteso per conquistarmi quel biglietto.

Si aprì il sipario e tutto quello che accadde dopo lo posso definire una serie di emozioni a cascata. Non mi accorsi neppure dell’intervallo. Rimasi inchiodato al mio posto, alla fine del primo tempo, guardando Cenerentola che sfrecciava via con la sua zucca trasformata in carrozza dalla Fata Madrina. Ero salito anch’io su quella carrozza e non volevo più scendere. A fine spettacolo L’emozione era tanta. Le luci, i colori, le musiche mi avevano così tanto riempito il cuore che raggiunsi il foyer del teatro per comprare qualsiasi tipo di merchandising, il cd e gli spartiti.

Quando penso a quella sera, ora che ho l’onore di curare la regia di questa versione italiana, mi rendo conto che da un ‘errore’ spesso nasce un’occasione, dal non aspettarsi nulla arriva una grande ricompensa.

Mi vien da dire che nulla avviene per caso e, parafrasando una battuta di Fata Madrina, niente è impossibile se il desiderio che nutriamo dentro di noi è veramente grande!

(Giuseppe Galizia)